mercoledì 19 giugno 2013
 
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I motori aeronautici Alfa Romeo

 Interessante articolo proposto sulla rivista "Auto Tecnica" riservato ai motori aeronautici stellari Alfa Romeo, equipaggiati sugli SM79 e CANTZ 506. Motori all'avanguardia della tecnica, con primati di affidabilità e potenza, che hanno permesso all'azienda del Portello di stabilire incredibili record e conseguire epiche vittorie

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Yak 54 Indoor by Lapo Alessandro Busi PDF Stampa E-mail

 Quest'anno ho deciso di fare qualcosa di più rispetto agli anni scorsi, sia perchè avevo voglia di farlo sia perchè sembra finalmente concreta l'idea di fare un campionato Italiano F3P ed F6B in Italia.

VIDEO PRESENTAZIONE QUI

VIDEO AEROMUSICAL QUI

 

Intro
Il primo passo è stato l'ulteriore evoluzione del mio progetto "Yak 54", nato nel 2009 ed evoluto anche
 nel 2010, apportando lievi modifiche alle superfici che, oltre a migliorarne la dinamica di volo, mi hanno permesso di renderlo anche più bello e pulito nelle linee. Si tratta comunque di differenze millimetriche e davvero poco visibili. Ho infatti lievemente abbassato la fusoliera e accorciato l'ala, aumentando la superficie degli alettoni. Ho diminuito l'altezza del timone (esageratamente autorevole) e leggermente aumentato la corda dell'elevatore, con conseguente diminuzione della larghezza dello stesso.
Il secondo grande passo avanti è stato a livello di elettronica, in cui per la prima volta ho utilizzato i 4 nuovissimi servi JR PROPO DS319HV da 5,5g e il motore Hacker A10-9L.

Verniciatura
Inoltre, rispetto al passato, ho per la prima volta usato l'aeropenna per la verniciatura. A questo proposito accenno solo ad una lieve differenza di colore tra una spruzzata e l'altra, dovuta soprattutto ad una cattiva pulizia dell'aerografo dopo l'uso di colori scuri. Comunque, sono abbastanza soddisfatto. Le maschere per la verniciatura sono anch'esse tagliate a cnc in depron di 3mm. Questo metodo, che uso da anni, mi consente una "rapida" realizzazione dello schema esattamente come progettato. A maggior ragione dal momento che sono tutte superfici piane.

Montaggio
Non mi dilungherò a spiegare come si montano i modelli indoor, per quello potete vedere la guida che ho creato qualche anno fa, CLICCANDO QUI.
Il primo "upgrade" di questo Yak54 rispetto ai precedenti è quello di aver aggiunto una piattina di 3x0.5 in carbonio anche sul bordo d'uscita dell'ala, in corrispondenza della cerniera degli alettoni. Questo permette, insieme ai due tondini di controventatura in carbonio da 1.5-1.8, una rigidità pazzesca. Voi direte che si fa così da anni...bene:
Mentre la stragrande maggioranza dei modellisti per le cerniere dei comandi utilizza lo scotch trasparente, io riciclo il disco interno dei floppy disc. Con tale tecnica, si pone il problema che la piattina impedisce l'inserimento della cerniera. Basta così poco per scoraggiare un folle? Col dremel e un disco rotante di ridottissimo spessore, ho quindi (con molta pazienza) inciso la piattina in corrispondenza delle cerniere. Il risultato è un'incernieramento perfetto, senza giochi e praticamente eterno.

Il secondo accorgimento è stato quello di creare un sistema intelligiente per il comando e il rinforzo degli alettoni, spesso resi inefficaci dalla loro flessione sotto comando. Ho quindi studiato una squadretta di comando più alta e disegnata in modo da avere la giusta quantità di corsa, che integrasse anche il "pilone" di fulcro per i tiranti inferiori dell'alettone. Il risultato è una flessione nulla e una torsione notevolmente diminuita rispetto all'alettone nudo. Alcuni montano quattro tondini per formare una X, ma il mio obbiettivo non era la resistenza allo svergolamento (inutile dal momento che la forza del servo è applicata a circa metà lunghezza dell'alettone), ma bensì alla flessione.
La terza "finezza" è stata l'aggiunta di un rowing di carbonio alle fiancate d
ella fusoliera. Già molti altri applicano la piattina di 3x0.13 ai lati della fusoliera, per irrigidire la fusoliera alla flessione laterale, ma io non avevo mai avuto l'occasione di montarla sia per l'irreperibilità della piattina stessa (se non a prezzi folli, nell'ordine dei 5€ al metro) sia per la conformazione degli alettoni, "incassati" all'interno delle fiancatine. Ho risolto facendo qualche prova, arrivando alla conclusione che fosse fattibile il "preimpregnamento" dei rowing ricavati direttamente dal tessuto di carbonio. Ho quindi steso i rowing sul tavolo sopra alla carta antiaderente (quella che si spela dall'oracover) e li ho impregnati di una piccola quantità di resina 30minuti. una volta catalizzati, avremo delle striscie di rowing leggere, economiche e adatte al nostro uso: togliere l'elasticità del depron. Questi rowing, incollati alle fiancate, hanno infatti annullato l'allungamento delle stesse, creando un sandwitch e irrigidendo notevolmente l'aereo.
Il quarto accorgimento è stato il "largo" uso di tessuto di fibra di vetro da 80g/mq incollato con ciano da depron (basta anche la 50g)  in tutti i punti in cui serve un incollaggio "extra strong" e una flessibilità assolutamente nulla. Un sandwitch di fibra+depron+fibra è infatti una struttura rigidissima. Ho applicato il tessuto di vetro in corrispondenza della giunta tra i due semipianetti, sugli incollaggi  tondino-squadretta lato parte mobile, carrello-scarpette, carrello-fusoliera e soprattutto nella giunta tra la piattina dell'ala e i rowing sopracitati, rendendo l'area subito dopo l'ala un punto indeformabile della struttura.
L'aumento di peso legat
 o a questi accorgimenti è davvero trascurabile, mentre la rigidità ottenuta è stupefacente.
Ho prestato una cura maniacale al montaggio di questo aereo e provato diverse soluzioni per il comando degli alettoni. Sfruttando i piccoli uniball da elicottero la squadretta del servo fletteva (sono molto esili) donando "elasticità" al comando...dopo vari tentativi, ho provato a fare delle classiche "Z" rivelatasi poi perfette, precise e senza giochi.
I servi montati sono i nuovi JR 319 ad alto voltaggio. Questi servi costringono allo studio di un sistema furbo per l'alimentazione dei servi direttamente dalle due celle lipo del motore. Ho quindi saldato un secondo filo ai capi del filo tra la batteria e il regolatore, a cui ho a sua volta saldato un "pettine" di PIN compatibili con le spinette UNI dei servi. Così facendo, semplicemente togliendo la spinetta di plastica dal servo ma mantenendo i contatti originali (senza quindi aver fatto nulla di irreversibile, dato che i JR in questione non sono proprio economici) ho collegato l'alimentazione alla batteria, mantenendo alla ricevente unicamente il "segnale".
Ringrazio infine l'amico Filippo Materazzi per avermi aiutato e consigliato in generale, oltre che per avermi procurato dell'ottimo filo "inestensibile" e che non molla con l'umidità.

VOLO
C'è poco da dire: PAURA!
Rispetto ai precedenti Yak 54 (e anche ad altri indoor che ho provato) ha una precisione e reattività imbarazzante, gli stop e l'inversione di roll sono fulminei, la velocità, precisione e potenza dei JR è impressionante e, unita ad un'eccellente rigidità
 della struttura, permette di passare dal volo 3d estremo al volato di precisione con immediatezza a me sconosciuta finora. I tonneaux lenti, a 4 tempi e le integrazioni sono semplicemente una formalità, già dal primo volo, impostando semplicemente riduttori di corsa ed esponenziali "ad occhio".
La potenza del motore viene adeguatamente incontro al repentino "rallentamento" dovuto ai grandi alettoni del modello, che sotto roll necessita (come tutti gli indoor) di un'ulteriore quantità di potenza. Il peso finale, attestato a 162g con lipo Fullymax 2s 350mah (che salgono a 165g con le più performanti TopFuel 350) credo sia il peso perfetto per questo tipo di aereo, che permette di avere una velocità base abbastanza lenta ma anche una discreta inerzia, utile in alcune manovre stallate.
Davvero, soddisfatto.

Kit
Dello Yak 54 è disponibile uno short kit con i pezzi in depron (non verniciato) tagliati a laser, disponibile su richiesta. Contattatemi se siete interessati!

Lapo Alessandro Busi

 
 
 

 

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